Progetto Myanmar
Proponenti del progetto
Jue Jue (Naw Sar Kee Lar);
Mariano (Saw Tun Aung Aung).
Abitanti del villaggio Ka Baung Pin (area di Hantaung Gyi), nello stato Karen, in Myanmar.
Contesto e problematica
A partire dal 2021, anno del colpo di stato, il Mynamar è sprofondato in una condizione di forte precarietà sociale e economica.
Al livello del villaggio di Ka Baung Pin, le scuole sono chiuse, l’attività agricola è ostacolata dai continui bombardamenti e il costo della vita è triplicato. La maggior parte degli abitanti del villaggio versa in uno stato di povertà materiale grave.
Da un punto di vista generale, l’economia del paese è al collasso: mancano farmaci, riso, olio da cucina, benzina. I servizi pubblici essenziali come i trasporti sono interrotti.
In questa fase di emergenza, solo l’aiuto materiale esterno è in grado di accompagnare gli abitanti di Ka Baung Pin in una progressiva ripresa e transizione verso una maggiore prosperità.
Azioni in corso e con prospettiva di sviluppo ulteriore
Jue Jue e Mariano hanno l’aspirazione di contribuire alla prosperità sociale ed economica della comunità in cui vivono. Ascoltando i bisogni e analizzando le potenzialità del contesto, hanno attivato due progetti con l’obiettivo di proteggere e contribuire allo sviluppo dei bambini, e di ridurre la vulnerabilità degli adulti del villaggio attraverso attività agricole. I due progetti sono già stati attivati e mostrano un chiaro impatto positivo sui beneficiari. Possono pero essere potenziati per aumentarne l’impatto.
Progetto scuola
3.1.1 Contesto
Jue Jue, insegnante di scuola elementare, ha iniziato nel 2023 a far scuola, come volontaria, a circa 30 bambini del nostro villaggio.
Ora è affiancata da altre cinque insegnanti e gli allievi, provenienti anche dai villaggi vicini, sono circa 90.
A giugno del 2023 (inizio dell’anno scolastico in Myanmar), l’UNICEF ha inviato libri, quaderni e matite.
Per quest’anno scolastico, un donatore contribuisce mensilmente per un valore di 800 € che servono a offrire un pasto al giorno agli alunni e a pagare il lavoro svolto dalle insegnanti.
Grazie ai risparmi di Jue Jue e Mariano e alle donazioni di alcuni donatori privati italiani, il progetto si é dotato di un generatore, un depuratore dell’acqua ed è stata costruita una struttura in bambù e legno.
Il progetto riesce a sostenere le spese per il mantenimento di questa struttura, per l’alloggiamento degli insegnanti e per l’acquisto della benzina e del materiale scolastico.
I genitori degli alunni collaborano gratuitamente nei lavori di manutenzione e nella preparazione dei pasti.
3.1.2 Teoria del cambiamento
Il progetto contribuisce attivamente all’alfabetizzazione e scolarizzazione dei bambini. Inoltre, i bambini inseriti nel progetto possono vivere in seno alle strutture del progetto dei momenti di serenità, allegria e condivisione, interiorizzando valori di pace e democrazia.
Lo scopo finale è di sostenere i bambini e aiutarli a superare il trauma causato dall’attuale situazione politica e di creare le basi per permettere loro di uscire da una situazione di povertà sociale e culturale.
3.1.3 Prospettive e richiesta di sostegno materiale
Nell’attuale clima di instabilità, senza un ulteriore aiuto esterno, il progetto sarebbe insostenibile nella sua gestione corrente, il che significherebbe privare i bambini di qualche ora di serenità e di un’istruzione di base fondamentale per un futuro dignitoso.
Jue Jue e Mariano hanno l’aspirazione di aumentare l’impatto del progetto scuola per meglio rispondere alla crescente domanda di servizi di educazione per bambini.
Per incrementare il numero di bambini beneficiari, prevedono di aggiungere all’organico:
un altro insegnante;
un altro locale;
altro materiale scolastico (libri, quaderni, matite, cartine geografiche, proiettore, zaini);
un altro depuratore dell’acqua;
l’attrezzatura per cucinare il pasto quotidiano.
Costo totale stimato per un anno: € 2.400
Progetto agricolo
3.2.1 Contesto
Jue Jue e Mariano sono proprietari di una parcella di terreno, in prossimità del villaggio.
Nel 2020, hanno iniziato a dissodare il terreno e avviato una piccola piantagione di banani.
Malgrado la pandemia e il colpo di stato, l’attività non è mai stata interrotta. Jue Jue e Mariano hanno piantato banani e ortaggi nel terreno.
L’attività è svolta in collaborazione con alcuni giovani del villaggio, con i quali viene condiviso il ricavato delle vendite del raccolto e ai quali viene corrisposto un piccolo salario.
3.2.2 Teoria del cambiamento
Malgrado il rallentamento delle attività agricole dovuto alla situazione politica, con questo progetto sempre più persone avranno la possibilità di svolgere un lavoro remunerato, provvedendo in autonomia al sostentamento delle loro famiglie con una maggiore garanzia di continuità e consolidando il loro spirito di comunità.
Oltre a ridurre la povertà e migliorare la qualità di vita dei residenti del villaggio, il progetto ha anche lo scopo di introdurre tecniche agricole nel rispetto e nella cura del proprio ambiente.
3.2.3 Prospettive e richiesta di sostegno materiale
Jue Jue e Mariano hanno l’aspirazione di dissodare altro terreno e di ampliare l’attività. Questo permetterebbe loro di dare lavoro a più persone del villaggio, riducendone la povertà materiale.
Jue Jue e Mariano hanno anche una forte coscienza ecologica. Il loro obiettivo e di bilanciare l’attività agricola con la protezione dell’ecosistema.
Per permettere l’ampliamento delle attività agricole occorre quanto segue:
Formazione a distanza di Jue Jue e Mariano su tecniche agricole efficienti e sostenibili sul piano ecologico
Tubatura per l’irrigazione nella stagione secca;
Attrezzatura agricola (zappe, seghe, falcetti, asce);
Fertilizzanti naturali;
Sementi per gli ortaggi;
Nuove talee di banani ed eventualmente di altri alberi;
Risorse per finanziare gli stipendi di 4 persone fisse più altre 8 persone stagionali.
Costo totale stimato per un anno: € 3.000
