COMUNICATO STAMPA – EMMAUS ITALIA – RINNOVO DELLE CARICHE

244Nell’assemblea di Emmaus Italia che si è tenuta ad Arezzo nei giorni 26/27 ottobre scorso, è stato eletto presidente dell’associazione stessa Franco Monnicchi, 52 anni, responsabile della comunità di Boves (Cn). Aretino di nascita con esperienza pluriennale in Emmaus, già responsabile di comunità, coordinatore dei campi di volontariato e membro a vario titolo nelle strutture di Emmaus Internazionale. Succede a Renzo Fior già presidente di Emmaus Internazionale che ha ricoperto la carica di presidente di Emmaus Italia per due mandati. Il direttivo è composto dai rappresentanti delle varie comunità Emmaus presenti sul territorio nazionale e in qualità di revisore è stato incaricato Renato Peano attuale presidente dell’ Associazione Gruppo Emmaus Cuneo.

Emmaus Italia fa parte del movimento internazionale Emmaus (Oltre  350 gruppi nel mondo) fondato dall’Abbè Pierre nel 1949, conta 15 tra comunità e gruppi in Italia che si autofinanziano tramite il lavoro di recupero e riutilizzo di materiale usato e fanno accoglienza di oltre 300 persone con alle spalle situazioni di disagio e senza fissa dimora.

 

 

vendita straordinaria di libri

L’associazione Emmaus di Boves nei giorni di giovedì 26, venerdì 27 e sabato 28 giugno (orario 9-12 e 14.30 -18.30), proporrà accanto al tradizionale mercatino solidale dell’usato una vendita straordinaria di libri il cui ricavato verrà interamente devoluto a Emmaus Internazionale per il sostegno a iniziative di solidarietà in varie parti del mondo.Frugando tra le bancarelle dei libri si potranno trovare dai romanzi, ai saggi, dai libri di storia, ai manuali e locali, dai libri per bambini, dai fumetti, ai libri di cucina. Un’ottima occasione per coniugare cultura e solidarietà e scoprire la realtà di Emmaus, realtà di accoglienza di persone in difficoltà che si autofinanzia tramite un’attività ecologica di recupero e riutilizzo di materiale usato e destina gli utili a iniziative di solidarietà a livello locale, nazionale e internazionale.
Per info:
0171-387834

Di accoglienza non si muore

13DI ACCOGLIENZA NON SI MUORE» NELLE LAMPEDUSE D’EUROPA

7 aprile 2014. «L’esperienza di Lampedusa dimostra che di accoglienza non si muore».
Sono le parole del sindaco del Comune di Lampedusa e Linosa Giusi Nicolini, all’apertura
del convegno internazionale “Lampedusa Città dell’Europa: per un’Europa di uomini,
donne, popoli, dignità e diritti”, organizzato il 4 e 5 aprile a Lampedusa da Emmaus Italia,
con Emmaus Europa ed Internazionale, Legambiente, Libera e l’Italia sono anch’io. «E ben
venga la candidatura al Nobel per la pace se serve a scongiurare un altro 3 ottobre -ha
continuato il sindaco-deve far vergognare l’Europa, un Continente di 500 mila abitanti
che dice di non farcela ad accogliere qualche centinaio di migranti che passa da qui».

Ma Lampedusa non è sola. Lo ha ricordato Jean Rousseau, presidente di Emmaus
Internazionale, consegnando a Giusi Nicolini il Passaporto di Cittadinanza Universale per il
suo impegno nella difesa del diritto alla mobilità internazionale. Il documento simbolico è
emesso dall’Organizzazione per la Cittadinanza Universale, nata a Parigi per permettere a
realtà come Emmaus ed altre associazioni di interloquire con l’ONU sullo scacchiere
internazionale.

«L’isola è punto d’approdo per molte specie di animali migratori» ha sottolineato Gianfranco
Peano di Legambiente. «Loro non conoscono frontiere e lo stesso dovrebbe essere anche per

gli uomini». Del resto, la storia dell’intera Sicilia è quella di popoli migranti, ne sono
consapevoli i Lampedusani, rappresentati dall’associazione imprenditori e dal parroco Mimmo
Zambito che invita a «diventare tutti Lampedusani».

Oggi è anche la storia delle popolazioni del Nord Africa che fuggono dai regimi totalitari,
dalla schiavitù, dalle persecuzioni, dal carcere. Restare nel proprio Paese spesso significa
precludersi la possibilità di studiare, farsi una famiglia, costruirsi un futuro. E anche se
tentare la fuga può costare la vita, «meglio vivere un giorno ma lottando per la libertà,
che vivere di paura». Lo testimonia con parole toccanti la scrittrice eritrea Ribka Sibhatu,

fuggita a sua volta dopo essere stata catturata e aver vissuto nel terrore di un’esecuzione

barbara di cui poteva essere vittima in qualsiasi momento, senza motivo né preavviso.

Oggi denuncia dall’Italia «l’Olocausto di quasi 3000 Eritrei in fuga ogni mese da un Paese
che è diventato ormai un carcere a cielo aperto» invocando l’aiuto della comunità
internazionale e di «un’Europa ricca ma tanto misera», per restituire democrazia,
costituzione ed elezioni.
Si fugge anche dalla Libia, dalla Siria, dalla Tunisia. Alaa Talbi del Forum Tunisien pour le Droits Economiques et
Sociaux ha sollevato il dramma dei migranti scomparsi. Sono più di 300 quelli di cui si son perse le tracce in Italia tra
il 2011 e il 2012, secondo un rapporto documentato e consultabile on-line. Sulla loro sorte entrambi i governi,
Sociaux ha sollevato il dramma dei migranti scomparsi. Sono più di 300 quelli di cui si son perse le tracce in Italia tra
il 2011 e il 2012, secondo un rapporto documentato e consultabile on-line. Sulla loro sorte entrambi i governi,

quello italiano e quello tunisino, hanno rifiutato di aprire un’inchiesta.

Ai migranti che bussano alle porte dell’Europa è negata la possibilità di entrare legalmente. Così alcune migliaia di
loro finiscono per ammassarsi lungo le frontiere, nei punti in cui si apre un varco: a Lampedusa e nelle altre
Lampeduse d’Europa come le enclaves spagnole in Algeria Ceuta e Melilla, ma anche le greche Evros, Farmakolisi e
Manolada. «Questi luoghi di confine sono il simbolo del fallimento delle politiche di migrazione europea. Un
simbolo perché quanto a numeri non rappresentano la via d’ingresso principale nel vecchio continente: i migranti
entrati in spagna da Ceuta e Melilla, sommati a quelli che passano dalle Canarie e dall’intera costa Andalusa, non

raggiunge il 10%», ha precisato Maria Del Carmen Castellano Paredes di Andalucìa Acoge, invitando la società civile
ad assumersi le proprie responsabilità, informarmandosi sui fatti e denunciando le violazioni dei diritti umani.

L’Italia sono anch’io, con Grazia Naletto di Lunaria e Piero Soldini di CGIL, ha presentato i 10 punti per porre le basi
di una nuova politica migratoria europea, incentrata sul rispetto della persona e dei diritti universali. Antonio
Mazzeo, candidato alle lezioni europee con L’altra Europa con Tsipras, li ha sottoscritti tutti. Con Oliviero Alotto di
Green Italia ha risposto all’invito delle associazioni. Si è discusso dell’aumento delle spese militari a discapito del
Welfare, di Mare Nostrum che sposta a Sud le frontiere da difendere della Fortezza Europa, degli strumenti di
guerra all’immigrazione come Frontex e Eurosur che si stanno moltiplicando, alimentando i nazionalismi. Questioni
che avrebbero meritato un dibattito aperto tra tutte le forze politiche, rimaste invece sorde di fronte alla richiesta di
confronto avanzata dalle numerose realtà europee e nordafricane presenti al convegno, impegnate
quotidianamente nella collaborazione internazionale.

«L’Unione si espande sempre di più attraverso l’esternalizzazione del controllo delle frontiere subappaltato a Paesi

terzi che non rispettano i diritti universali: Libia, Ucraina, Marocco, Tunisia, Algeria» ha spiegato Sara Prestianni di
Migreurop. «È la “politica della dimensione estera” e ha l’obiettivo di tenere i migranti lontani dai nostri confini». Gli
accordi di riammissione stipulati con i Paesi africani nei quali vengono rispediti, una volta intercettati in mare,
celano interessi economici mondiali: dell’instabilità politica dei Paesi poveri, infatti, si nutre l’Occidente che può
sfruttare intere popolazioni secondo i meccanismi perversi di una moderna forma di schiavitù. «È una follia pura
spendere così tanto nel controllo delle frontiere», è il commento del presidente di Emmaus Internazionale Jean
Rousseau. «Sono politiche pericolose per le persone, costosissime, inefficaci perché i migranti espulsi ritornano,
perciò ancora più aberranti».

Oltre a chiedere l’abolizione dei centri di detenzione (i CIE) e di operazioni come Frontex e Plan Africa, per difendere
la libertà di circolazione sancita dall’art. 13 della Dichiarazione universale dei Diritti Umani è necessario opporsi in
maniera chiara contro le spese militari, la produzione e il commercio delle armi. Lo ha ribadito Renzo Fior,

presidente di Emmaus Italia, ricordando l’appuntamento a Verona del prossimo 25 aprile, per l’Arena di Pace e

Disarmo 2014. Bisogna altresì stemperare i toni del dibattito e fare correttamente informazione, uscire cioè dalla
retorica politica per cui il migrante è colpevole. Termini come “migrante Illegale” o “clandestino” vanno banditi,
suggerisce una campagna sul linguaggio promossa da Picum (Platform for International Cooperation on
Undocumented Migrants).

Durante tutta la settimana di iniziative i ragazzi delle scuole sono stati coinvolti sul tema della migrazione che hanno
conosciuto, con grande sofferenza, attraverso i tragici eventi che hanno sconvolto l’isola. Hanno ascoltato le storie
di Abdelkarim Abdela, fuggito dall’Eritrea e sbarcato a Lampedusa nel 2008, Ali Daud la cui fuga dal Ciad è diventata

il documentario CiaLiLaBi, e ancora le parole piene di forza e di speranza di Padre Giovanni La Manna del Centro
Astalli (Roma), di Paola La Rosa del Comitato 3 Ottobre Lampedusa, di Rachid Berradi, primo atleta di colore,
migrante economico dal Marocco, ad aver rappresentato il nostro Paese alle Olimpiadi durante i giochi di Sidney.

«Il senso era quello di partire da Lampedusa con la consapevolezza che esistono tante realtà al di qua e al di là
dell’Europa» commenta il vice presidente di Emmaus ed organizzatore della settimana di mobilitazione sull’isola
Franco Monnicchi. «Favorire il dialogo è un primo ed importante passo perché, insieme, si possa chiedere con forza
di cambiare le politiche di controllo delle migrazioni a livello europeo. Costruire dei ponti sul Mediterraneo, verso le
realtà che vi si affacciano, ci permette di cancellare la paura dell’altro: la relazione con mondi diversi ci può solo
arricchire».

Ufficio Stampa: Michela Moneta -comunicazione@emmaus.it -tel. cell. 347 42 46 733

Convegno Lampedusa città dell’Europa

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«Lampedusa sostenibile», 31 marzo-6 aprile 2014 |Terzo giorno

 

È terminata oggi la raccolta porta a porta di materiale riutilizzabile donato dai lampedusani e la pulizia delle spiagge e delle aree dell’entroterra cominciata il primo giorno.

I locali del nuovo aeroporto destinati ad accogliere la tre giorni del convegno sono stati attrezzati con tavoli e sedie sistemati dai volontari di Emmaus e di Legambiente.

A partire da oggi pomeriggio sono arrivati a Lampedusa altri volontari e rappresentanti di Emmaus Europa, che hanno colto l’occasione di questo campo per realizzare sull’isola il consiglio europeo dell’organizzazione.

L’incontro, a cura di Legambiente, con gli studenti del liceo scientifico dell’isola previsto per domani mattina (giovedì 3 aprile) e il convegno “Isole sostenibili. Azioni, idee e proposte per Lampedusa e Linosa”, che comincerà alle 16,30, concludono il progetto “Lampedusa sostenibile”.

Molti gli interventi previsti al convegno, tra cui quelli di: Kyoto Club, InterEnergy, CNR, Exalto, Area rapporti con il territorio di Conai, AzzeroCO2.

Il convegno sarà l’occasione per confrontarsi e discutere con l’amministrazione locale, i rappresentanti degli imprenditori e gli abitanti dell’isola dei problemi di gestione dei rifiuti e di sostenibilità ambientale per proporre concrete soluzioni da attivare al più presto.

 

«Lampedusa sostenibile», 31 marzo-6 aprile 2014 |Secondo giorno

412La giornata di oggi è cominciata con la formazione di quattro gruppi di volontari di Emmaus, Libera e Legambiente che si sono distribuiti in altrettante zone della cittadina per effettuare la raccolta porta a porta di oggetti e materiali usati. Questi stessi oggetti sono stati successivamente portati presso i locali del vecchio aeroporto dell’isola, dove, subito dopo le operazioni di pulizia di una parte della struttura effettuate da altri volontari, sono stati sistemati in attesa della suddivisione, prevista per la giornata di mercoledì 2 aprile.

 Nel corso del pomeriggio è stata invece effettuata la visita al Museo delle Migrazioni di Lampedusa (www.museodellemigrazioni.com), all’interno del quale sono raccolti molti oggetti ed effetti personali ritrovati sulle barche utilizzate dai migranti provenienti dalla Libia. Giacomo Sferlazzo, dell’Associazione Askavusa, ha illustrato il senso dell’iniziativa, evidenziando le problematiche e i contrasti vissuti dalla popolazione dell’isola nel corso degli ultimi 20 anni nell’affrontare i sempre più consistenti flussi migratori provenienti dal Nord Africa. È stato ribadito che ciò che è accaduto e ancora accade a Lampedusa deve essere interpretato come fenomeno non solo locale, da relegare alla sola Lampedusa, ma come manifestazione di un problema più complessivo, che riguarda l’Italia e la Comunità europea nel loro complesso.

 Successivamente, i bambini del paese hanno potuto passare alcune ore in piazza a Lampedusa insieme ad alcuni ragazzi dell’associazione Fuma che ‘nduma di Cuneo che – con l’aiuto di altri volontari e dei genitori dei  bimbi – hanno potuto cimentarsi nell’attività circense e nella giocoleria.

 

«Lampedusa sostenibile», 31 marzo-6 aprile 2014 | Primo giorno

LAMPE 1LAMPE 3Oggi prima giornata di lavoro nell’ambito del progetto «Lampedusa sostenibile». Quaranta partecipanti al campo, organizzato da Emmaus Italia in collaborazione con Libera e Legambiente, hanno trascorso la mattinata a ripulire alcuni siti dell’isola. A questa attività hanno preso parte alcuni imprenditori locali, consiglieri e amministratori comunali, gli studenti del liceo scientifico e gli ospiti del Centro Diurno Malati Psichici di Lampedusa.

Il materiale – localizzato sia sulle spiagge sia nell’entroterra – è stato suddiviso e differenziato dai volontari e successivamente raccolto dagli operatori ecologici, che lo hanno trasportato nelle apposite aree di smaltimento.  

La giornata di domani prevede di avviare l’attività di raccolta di materiale riutilizzabile presso le case dell’isola nell’ottica dell’attività svolta da Emmaus, e il materiale raccolto sarà venduto in un mercatino dell’usato allestito durante la stagione turistica dal Centro Diurno Malati Psichici: il ricavato sarà devoluto al Centro stesso.

Il sindaco di Lampedusa e Linosa, Giusy Nicolini, ha voluto salutare e ringraziare personalmente i volontari che partecipano al campo – provenienti da varie parti d’Italia – e ha dato loro appuntamento al giorno successivo in occasione dell’inaugurazione dell’attività di raccolta.  

«Dopo aver lavorato con le scuole dell’isola sui temi della riduzione, del riciclaggio e del riutilizzo dei materiali, con questa prima giornata abbiamo voluto concretizzare un aspetto importante di questo progetto», commenta Franco Monnicchi, vicepresidente di Emmaus Italia, organizzatore e coordinatore dell’iniziativa. «Riutilizzare e ridare valore a oggetti altrimenti destinati alla distruzione evita un enorme spreco di risorse e materie prime, soprattutto in una realtà isolana in cui i costi di smaltimento e di trasferimento dei materiali ha un’incidenza notevole. Il valore aggiunto dell’iniziativa sarà anche di natura sociale, grazie al coinvolgimento dei lampedusani e, in particolare, dei ragazzi del Centro Diurno locale».

 

Un filo sottile e lunghissimo che parte da Boves e arriva a Lampedusa: il viaggio della solidarietà di alcuni volontari di Emmaus Cuneo

GENERALE INIZIATIVE LAMPEDUSAINIZIATIVE LAMPEDUSA SOSTENIBILEConvegno LAMPEDUSA CITTA' DELL'EUROPA

un filo sottile e lunghissimo che parte da Boves e arriva a Lampedusa: il viaggio della solidarietà di alcuni volontari di Emmaus Cuneo

EFFETTUERANNO L’ITINERARIO DA DOMENICA 30 FINO AL 6 APRILE PER SOSTENERE LA REALTÀ LOCALE, SPESSO IN DIFFICOLTÀ A GESTIRE LE EMERGENZE
LAURA CONFORTI – C’è un sottile e lunghissimo filo che lega i due estremi più estremi del nostro paese. Corre da Nord a Sud, parte da Boves, provincia di Cuneo, e arriva a Lampedusa.
È un filo che si concretizzerà con un viaggio della solidarietà, quello che alcuni volontari di Emmaus Cuneo, l’associazione che ormai da oltre 20 anni lavora per dare spazio, dignità e voce a persone che si portano sulla schiena e nell’anima storie di vita difficili, effettueranno da domenica 30 fino al 6 aprile nell’isola delle Pelagie. Questo viaggio si situa all’interno di un progetto ampio e articolato portato avanti da Emmaus Italia, Legambiente, Libera, il comune di Lampedusa e l’associazione dell’isola Archivio Storico. Questi soggetti, infatti, stanno promuovendo una serie di iniziative, in buona parte autofinanziate, le quali hanno l’obiettivo di sostenere la realtà locale, spesso in difficoltà a gestire l’isola in maniera adeguata a causa delle continue emergenze provocate dagli sbarchi e dalle tragedie legate alle migrazioni, dalla particolare collocazione geografica e da problematiche mai risolte e oramai stratificate che richiedono sforzi ulteriori e risorse materiali ed umane notevoli.Due sono le piste di lavoro individuate e molteplici gli interventi che vedranno coinvolti in maniera attiva e propositiva i circa 50 volontari provenienti da tutta Italia, di cui una quindicina in partenza da Cuneo e Boves, impegnati in un lavoro concreto di collaborazione nell’attuare sia le numerose azioni in programma per i giorni del viaggio sia nell’impostare un lavoro in grado di avere ricadute temporali di lungo termine.
Il primo ambito di intervento è denominato Lampedusa Sostenibile: l’isola siciliana è una delle più belle realtà a livello europeo e mondiale dal punto di vista ambientale e paesaggistico, una ricchezza che va preservata e difesa con un sistema di gestione dei cicli efficiente e sostenibile. Come ogni isola anche Lampedusa dipende dall’esterno per l’acquisizione di risorse, energia, strumenti e smaltimento dei propri rifiuti.
A questo si aggiunge un flusso di turismo che nel periodo estivo raggiunge oltre 20.000 unità a fronte di una popolazione di circa 6.000 abitanti con evidenti criticità. Ai notevoli costi economici per il trasferimento delle merci si aggiunge un problema di produzione di rifiuti che, se non trattati correttamente, pesano enormemente sull’isola anche con fenomeni di abbandoni indiscriminati. A416; evidente che per rispondere a queste problematiche è necessario effettuare delle scelte che riguardino consumi e stili di vita per rendere effettiva una riduzione alla fonte dei materiali e una conseguente diminuzione dei costi per il loro trasporto e trattamento.Oltre a un sistema efficiente di gestione dei rifiuti è necessario che ci sia una educazione dei cittadini, chiamati a collaborare per far sì che ci siano consumi intelligenti e responsabili e azioni orientate a un riutilizzo e a una corretta gestione dei materiali riciclabili. Altro aspetto è l’autonomia dell’isola dal punto di vista energetico e di risorse da ricercare nelle fonti naturali rinnovabili e pulite presenti nell’isola con un’attenzione particolare all’impatto paesaggistico ambientale.Le iniziative del progetto cercano quindi di andare in queste direzioni con varie azioni:
•campagne di sensibilizzazione nelle scuole elementari, medie e superiori dell’isola sulle tematiche della riduzione, riciclaggio e riutilizzo di materiali di scarto e del loro corretto trattamento e smaltimento;
•l’organizzazione di un campo di volontariato finalizzato alla raccolta di materiale usato riciclabile e riutilizzabile nelle case di Lampedusa e una collaborazione a pulire parte dell’isola da rifiuti e materiale abbandonato;
•l’organizzazione di un incontro sulle buone pratiche ed esperienze in campo ambientale, sull’autosufficienza energetica da fonti rinnovabili e pulite di isole dell’Europa in cui verranno presentate esperienze virtuose già messe in atto in altri territori italiani ed europei come, ad esempio, il parco di Monza e l’isola spagnola di El Hierro.
L’altro filone del progetto riguarda  la tematica delle migrazioni e la sua declinazione a livello nazionale, europeo e dell’area del Mediterraneo: non a caso questa seconda parte del progetto prende il nome di Lampedusa Città dell’Europa e cerca di dare seguito alle azioni intraprese dal sindaco Giusi Nicolini e volte a far diventare la questione Lampedusa un problema europeo. L’idea è quella di riunire realtà italiane, europee e dell’area del Mediterraneo impegnate nel sostegno ai diritti dei migranti e istituzioni per condividere esperienze ed elaborare proposte concrete e unitarie in vista dell’elezione del Parlamento europeo e del semestre di presidenza italiana della
Unione Europea. Questa parte del progetto prevederà un convegno internazionale volto a costituire una piattaforma unitaria con proposte dirette e concrete in grado di modificare le politiche sulle migrazioni e, nell’immediato, avere ricadute utili a salvare vite umane. – Laura Conforti. Info:
emmaus@cuneo.net; www.emmauscuneo.it

 

 

Scuole, sapete chi siamo? chiamateci! veniamo a raccontarvi di noi.

Emmaus si racconta al liceo scientifico di Cuneo

Siamo stati invitati ieri, 30 gennaio, al liceo scientifico di Cuneo a parlare di noi durante alcune ore dell’assemblea; ci siamo raccontati avendo davanti a noi ragazzi che ci conoscevano un poco, ragazzi che non ci conoscevano per nulla, professori interessati al nostro “fare”.

Ci siamo raccontati… cosa facciamo, come funziona l’attività pratica, la comunità, perché Emmaus, chi è Emmaus, perché può essere considerato uno stile di vita, i campi di lavoro estivi, i progetti locali, nazionali e internazionali. Abbiamo proiettato una parte del film “Inverno 54″ che racconta la nascita del movimento.

Speriamo di essere stati esaustivi e comprensibili con l’augurio che qualche liceale ci venga a trovare presto in sede per toccare con mano il nostro lavoro.